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Cota: «Dalle Fondazioni vogliamo aiuti concreti»

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Questo articolo è stato pubblicato il 05 giugno 2010 alle ore 08:16.

Marco Ferrando
SANTO STEFANO BELBO
Dal nostro inviato
«Abbiamo di fronte scelte importanti, anzitutto per il rilancio del lavoro: per questo e altro siamo pronti a battere cassa alle fondazioni bancarie». Da poco più di due mesi presidente del Piemonte, il leghista Roberto Cota rompe gli indugi su un tema caldo che le vicende delle ultime settimane hanno reso rovente: il rapporto tra politica, banche e fondazioni, ieri sera al centro di un convegno organizzato dalla Fondazione Gallo per la nuova impresa a Santo Stefano Belbo (Cuneo), cuore di uno dei distretti a più alta densità bancaria d'Italia, con quattro casse di risparmio attive, nove bcc, un istituto privato e un altro di statura nazionale.
A differenza di Umberto Bossi, che all'indomani delle regionali aveva rivendicato il ruolo della Lega dentro alle banche, Roberto Cota finora sul tema aveva mantenuto un basso profilo, e neanche nei giorni caldi delle nomine di Intesa-Sanpaolo era andato oltre a generiche dichiarazioni a favore della «territorialità delle banche». Ieri il cambio di passo: «Ognuno ha il proprio ruolo, e voi naturalmente siete liberi di agire come credete - ha detto davanti ai rappresentanti delle principali fondazioni piemontesi – ma verremo a battere cassa quando ci saranno da prendere scelte importanti». A partire dal piano per il lavoro e l'attrazione di nuove imprese imbastito dalla sua giunta regionale in questi mesi, «un'operazione che in Italia non ha precedenti» e che – per volume delle risorse necessarie – vedrà la Regione di fatto costretta a chiedere un sostegno alle fondazioni e alle banche: «Ne ho già parlato con il presidente della Compagnia di San Paolo, Angelo Benessia, e ho registrato la massima disponibilità a collaborare».
Ma sull'agenda del neo governatore ci sono tutte le fondazioni, quelle grandi ma anche quelle piccole, particolarmente radicate nel cuneese. In pratica, quello a cui punta Cota è imbarcarle tutte, dalla prima all'ultima, in quella «squadra Piemonte» che sta costruendo in questi giorni, in cui sembra aver già arruolato – tra gli altri – anche il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino: «Se agiremo insieme, tutti guadagneremo qualcosa; comprese le banche, grandi e piccole, che potranno riscoprire o valorizzare la loro dimensione territoriale, riacquistando la capacità di guardare in faccia ai loro clienti». È in quest'ottica che il neo governatore continua a seguire «con interesse» il progetto della nuova Carito, in temporaneo stand by per l'impatto del ciclone Scajola sui delicati equilibri genovesi, e si dice soddisfatto del suo primo incontro con Andrea Beltratti, presidente del comitato di gestione di Intesa Sanpaolo: «È una persona simpatica, oltre che in gamba. L'ho visto deciso e motivato, pronto a difendere gli interessi del nostro territorio all'interno della banca».

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Tags Correlati: Andrea Beltratti | Angelo Benessia | Cuneo | Fondazione Crt | Fondazione Gallo | Intesa Sanpaolo | Lega | Regioni | Roberto Cota | San Paolo | Sergio Chiamparino | Umberto Bossi

 

Il clima del forum di ieri, ospitato in una cornice da luna di miele, lasciano intendere che da parte del mondo finanziario l'interesse per le imminenti mosse del governatore leghista non manca. Ma solo i prossimi mesi riveleranno se di amore si può trattare veramente: «Per favore, basta con i finanziamenti a pioggia», ha sottolineato ancora Cota, strappando uno (scontato) applauso alla platea di presidenti e segretari delle fondazioni; ma la vera prova arriverà quando ci sarà da conquistare il consenso dei gestori delle piccole e grandi casseforti subalpine sui singoli finanziamenti, una leva su cui le fondazioni da sempre tendono a difendere la propria autonomia: «Le nostre erogazioni sono come i semi, se si usano come farina sono sprecati», ha sottolineato il segretario della Fondazione Crt, Angelo Miglietta, a ribadire che l'unica logica che premia è quella dell'investimento. «Non possiamo più permetterci di sostenere attività che consumano l'erogazione e chiedono di essere costantemente rifinanziate», ha aggiunto Miglietta. Come gli interventi nel campo del turismo, «per il quale piuttosto avrebbe senso pensare a strumenti di private equity che consentano di premiare l'efficienza», ha suggerito il presidente della Fondazione CrVenezia, Giuliano Segre: «In se stessa l'utilità delle fondazioni probabilmente non è in discussione – ha aggiunto Segre – ma la vera sfida è quella di muoversi dentro a un'autentica sussidiarietà: sono enti che vanno utilizzati bene, e considerati come soggetti che oltre a erogare pensano e agiscono».
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VOCE DELLA POLITICA
Pronti a battere cassa
A differenza di Umberto Bossi, che all'indomani delle regionali aveva rivendicato il ruolo della Lega dentro alle banche, Roberto Cota finora sul tema aveva mantenuto un basso profilo. Ieri il cambio di passo: «Ognuno ha il proprio ruolo, e voi naturalmente siete liberi di agire come credete – ha detto davanti ai rappresentanti delle principali fondazioni piemontesi – ma verremo a battere cassa quando ci saranno da prendere scelte importanti».
Risorse per il rilancio
Nel dettaglio, il presidente del Piemonte Roberto Cota nel merito del rapporto tra politica, banche e fondazioni, spiega che «abbiamo di fronte scelte importanti, anzitutto per il rilancio del lavoro: per questo e altro siamo pronti a battere cassa alle fondazioni bancarie»
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